IMP Festival is the first major event in Italy totally focused on Photojournalism: a glimpse on the stories, the methods and the approaches of the best international photography.

Giulia Nausicaa Bianchi

About Giulia Nausicaa Bianchi

Giulia Nausicaa Bianchi è una fotografa documentarista; si occupa di ritrattistica, narrativa visiva ed editoria. I suoi lavori sono stati pubblicati in più di sessanta riviste ed esposti a livello internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2010 ha partecipato al PJ program of The International Center Of Photographya New York. Giulia ha affiancato fotografi come Mary Ellen Mark e Suzanne Opton; successivamente ha iniziato ad insegnare e lavorare come freelance a New York. Si è occupata di un progetto a lungo termine sulle Donne Prete Cattoliche scomunicate dal Vaticano. Si è anche occupata di complessi progetti riguardanti la commistione di immagini e poesia, andando ad indagare la memoria, la spiritualità e il femminismo. Nel 2015 ha vissuto un anno in Israele e Palestina per lavorare al suo progetto “A lesser geography of the Holy Land” e nel 2017 ha viaggiato tra le Alpi del Trentino documentando i resti della Prima Guerra Mondiale.

 

 

“Odination: I Think Jesus Was a Feminist”

 

 

Questo progetto multimediale tratta la denigrazione delle donne nella tradizione della fede, focalizzandosi sulla disobbedienza religiosa.

All’interno della Chiesa Cattolica Romana, il sacerdozio femminile è strettamente proibito.

Dal 2002 centinaia di suore e teologhe sono state ordinate illecitamente, costruendo un movimento globale chiamato RCWP: Roman Catholic Women Priests, Donne Preti Cattoliche Romane.

“Se una legge ingiusta non può essere cambiata, deve venire infranta”, afferma il Vescovo Patricia Fresen. Suora Dominicana in Sud Africa dove, durante l’Apartheid, era preside di una scuola per soli bianchi. Negli anni Settanta decide di aprire le porte della scuola anche a studenti neri, venendo di conseguenza incarcerata. Patricia credeva che infrangere la legge fosse l’unico modo per cambiarla. Per questo stesso motivo, viene ordinata al sacerdozio nel 2003 e pertanto scomunicata dal Vaticano e cacciata dall’ordine di cui faceva parte. Oggi è una delle 250 Donne Prete Cattoliche Romane nel mondo.

Giulia Bianchi ha lavorato a questo progetto dal 2012, visitando 35 comunità tra Stati Uniti, Canada e Colombia, sta ora creando un archivio storico composto da foto, interviste e documenti. Il progetto offre una contro-narrativa agli stereotipi e indaga la complessità dei soggetti ritratti, ciò che ha formato la loro comprensione del mondo: le esperienze mistiche, l’amore lesbico, l’abuso di minori, il lutto per un figlio defunto, l’amore per un prete uomo, il lavorare per i servizi segreti, l’essere missionarie, l’aver vissuto la Guerra del Vietnam, ecc.

In un momento in cui il cambiamento è davvero necessario, è importante vedere come appare la spiritualità delle donne e il tipo di comunità che una leadership femminile può creare: disponibile per tutti, non gerarchica, non dogmatica e aperta alle persone di ogni razza e stato economico. Le donne prete non sono semplicemente degli ecclesiastici donna, e per questa ragione fanno così paura al Vaticano.

Esposizione:

“Ordination – I Think Jesus Was a Feminist”

Ex Scuderie di Palazzo Moroni, Via del Municipio 1, Padova
10 – 26 Maggio 2019, 10:00 am – 18:00 pm

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