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natali

murri

“the black line”

“THE BLACK LINE”

Location: Haiti

A più di ottant’anni dal famigerato “massacro di prezzemolo”, quando quasi 30.000 haitiani furono brutalmente massacrati dalle forze militari dominicane solo per motivi di odio razziale, il confine tra Haiti e Repubblica Dominicana è ancora segnato dall’ombra della violenza e della stigmatizzazione. Il genocidio del 1937 ha irrevocabilmente allargato lo iato tra i due paesi e, come effetto a lungo termine, ha radicalizzato un profondo sentimento anti-haitiano in tutta la Repubblica Dominicana, che a sua volta ha provocato episodi di violenza contro gli haitiani legalmente residenti nell’altra metà dell’isola di Hispaniola.

L’istituzionalizzazione di questo sentimento anti-haitiano e del relativo “stigma del nero” culminò nel 2013, quando una sentenza del Tribunale Costituzionale dominicano revocò retroattivamente la cittadinanza a tutte le persone nate da genitori stranieri dal 1929, violando la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti umani e la creazione di un’intera classe di apolidi: quasi 200000 dominicani di origine haitiana furono considerati illegalmente residenti in R.D. e molti furono forzosamente deportati ad Haiti. Questo recente tipo di violenza nei confronti di Haiti e dei suoi abitanti dalla pelle scura si sta quindi configurando come una sorta di pulizia etnica legalizzata, che replica con strumenti giudiziari ciò che in passato fu fatto con i machete.

ABOUT ANNALISA NATALI MURRI

Annalisa Natali Murri, fotografa freelance, si avvicina alla fotografia a 27 anni, durante i suoi studi di ingegneria. Da subito inizia ad alternare il suo lavoro alla fotografia, concentrandosi su progetti di ricerca personale e lavori documentari, ispirati a problematiche sociali e alle loro conseguenze psicologiche sugli individui, con un particolare interesse per gli effetti della memoria nella determinazione delle identità individuali e comunitarie. Nel 2014 è selezionata per il programma di mentorship LOOKbetween e nel 2015 è nominata tra i 30 fotografi emergenti da seguire secondo la rivista internazionale  PDN.

I suoi lavori hanno ricevuto diversi riconoscimenti internazionali, tra cui POYi, Sony World Photography Award, Burnmagazine Emerging Photographer Fund, Catchlight’s Activist Awards e PHM Women Photographers Grant. Dal 2018 è membro di CAPTA Images.