krzysztof

miller

“le fotografie che non hanno

cambiato il mondo”

“LE FOTOGRAFIE CHE NON HANNO CAMBIATO IL MONDO

Location: Varie

Miller ha viaggiato per il mondo come fotoreporter per il giornale Gazeta Wyborcza, coprendo gli eventi più caldi. Ha documentato regolarmente i conflitti armati in giro per il mondo negli anni ’90, nei Balcani, in Cecenia, in Afghanistan, in Sudafrica e in Africa. Miller ha sviluppato il suo stile riflessivo di foto giornalista emotivamente impegnato e coinvolto dal dramma della gente. Dalle loro ferite. Le ferite di guerra, nel caso di Miller, sono soprattutto di natura psicologica.

“Krzysztof Miller è stato ucciso da un veleno che si chiama dolore. Non il suo, a quello ti abitui. Quello degli altri, di quelli che fotografava. Degli Uomini. Non puoi sfuggire al tuo destino, se hai scelto di raccontare lo scandalo imperdonabile del dolore: è segnato, viaggia su binari inflessibili. Attraverso la scrittura o l’immagine non puoi fare il callo alla vita.”

Domenico Quirico

ABOUT KRZYSZTOF MILLER

Fotoreporter polacco, ha vissuto a Varsavia e ha studiato presso l’Università di Educazione fisica a Varsavia. Miller fu un campione polacco di immersioni. Nel 1988 ha fotografo il NZS (Indipendent Students Organisation), ha collaborato con “Agency News Review ” (Przeglądu Wiadomości Agencyjnych), ha fotografato i negoziati della tavola rotonda nel 1989 e da quell’anno diventa fotoreporter di “Gazeta Wyborcza”. È stato autore di diversi fotoreportage, dalla Rivoluzione di velluto cecoslovacca, alla rivoluzione in Romania, alle guerre di Bosnia e Georgia. Nel 2000 è stato giurato del World Press Photo. Ha pubblicato un libro intitolato “13 guerre e uno. La vera storia di un reporter di guerra” (il film documentario “Nell’occhio di Dio”, scritto da Wojciech Królikowski, è stato dedicato al lavoro del fotoreporter Krzysztof Miller). Per diversi anni ha lottato con il disturbo da stress post-traumatico, il 9 settembre 2016 si apprende che la sua devozione come fotogiornalista lo aveva portato al suicidio. È sepolto nel cimitero militare di Powązki a Varsavia.

“Non è stato un lavoro facile. Ecco una piccola prova di quello che ho sedimentato sul mio petto di reporter. Questo è quanto. Perché non mi scuserò per questa fotografia. Perché non sono stato io a creare ciò che ho fotografato. È più giusto dire che quest’ultimo abbia creato me.” Krzysztof Miller