MARIA FRANCESCA LUI,
MARCO LUMINI

“RIVE INFINITE”

Location: Serbia

Il viaggiatore che giunge a Vlasina si trova di fronte a un luogo sospeso nel tempo, dove le case sono ancora in costruzione, gli intonaci a metà, le finestre senza vetri e i tetti ancora da completare. Tuttavia, non si tratta di un paese abbandonato, ma di una destinazione che prende vita soltanto durante i mesi estivi, quando gli abitanti giungono a Vlasina per godersi il lago e l’atmosfera onirica che lo circonda.

Qui, le case fatiscenti si alternano a piccoli alberghi che sembrano anch’essi fermi in una sorta di limbo estivo. Le giornate trascorrono lente, con passeggiate sulle rive del lago, rinfrescanti bagni e bicchieri di rakija. Il lago stesso custodisce una porta verso mondi sconosciuti. A tratti, un’isola di torba emerge sulle rive, affascinando coloro che si avvicinano e spingendoli a intraprendere un viaggio per svelare i suoi misteri imprevedibili.

Il turismo, un tempo fiorente, oggi subisce il declino causato dalla mancanza di investimenti e servizi. Ogni anno, le vite degli abitanti temporanei di Vlasina sono scandite dal passare delle stagioni: arrivano dalle città vicine o dalla capitale, portando con sé la fugacità della loro presenza, attori di una rappresentazione effimera che dura solo un’estate. Immersi tra le costruzioni incompiute delle loro dimore e le giornate trascorse sulle rive del lago, vivono un’esperienza intensa e transitoria, consapevoli che prima o poi dovranno tornare alla quotidianità delle loro case.

Al calar della sera, gli abitanti si riuniscono all’esterno delle loro dimore, riempiendo l’aria con la chiacchiere, il tintinnio di bicchieri e la musica folk. Sembra quasi che il luogo stesso si unisca alle loro gioie e tristezze, custodendo con devozione le memorie di città e tempi lontani. In questa dimensione sospesa tra passato e presente, tra natura e costruzione, si respira un’atmosfera effimera e grottesca.

Le costruzioni incomplete e i giardini fioriti definiscono un paesaggio surreale, che richiama le ambientazioni dei film di Emir Kusturica, a metà tra la commedia surreale e il folklore balcanico. Qui il tempo sembra scorrere diversamente e le persone si godono il lago e la natura circostante come se fossero gli unici abitanti di un mondo caotico e bizzarro.

Così Vlasina, come una città invisibile, si fa conoscere solo a coloro che hanno avuto la fortuna di cercarla nel momento giusto e, una volta trovata, vive nel ricordo di un miraggio lontano.

ABOUT MARIA FRANCESCA LUI

& MARCO LUMINI

Maria Francesca Lui, mantovana, laureata in Ingegneria Edile-Architettura presso l’Università degli Studi di Padova, dove oggi sta portando a termine un dottorato di ricerca in Architettura. Nel 2020 frequenta il Master di Fotografia di Architettura a Bologna. Da sempre interessata alle tematiche sociali, utilizza la fotografia per indagare il rapporto tra uomo e ambiente costruito.

Marco Lumini, vicentino, è laureato in Ingegneria Edile-Architettura a Padova. Studia fotografia a Madrid, a Padova e a Lisbona. La sua ricerca fotografica, sempre legata all’architettura, si concentra sui cambiamenti e sulle contraddizioni di città e paesaggio.

Partecipano entrambi al gruppo di lavoro G124 dell’Arch. Renzo Piano, e dal 2020 iniziano a collaborare su progetti personali e commissionati nell’ambito della fotografia di architettura.

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ABOUT MATTEO NATALUCCI

 Matteo Natalucci è nato a Osimo (AN) nel 1993.
 Nel 2014 si iscrive al master triennale presso la Scuola Romana di Fotografia e Cinema. Nel 2017 svolge un tirocinio di sei mesi presso lo studio Paolo Pellegrin a Roma; nello stesso anno inizia a lavorare come assistente per il fotografo di architettura Andrea Jemolo.
 Nel 2020 realizza ed espone “Sentinelle” una serie di ritratti sui cacciatori di Montefano (MC) per il Premio Arturo Ghergo.
Nel 2021 viene pubblicato il volume “Osimo tra le mura. Gli edifici storici della città” di cui la campagna fotografica gli è stata commissionata dal Rotary Club.

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